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Gli anziani sono più sensibili
L’organismo invecchiando diventa più sensibile all'effetto dell'alcol e fatica maggiormente a metabolizzarlo. La minore efficienza psicofisica può inoltre esporre l’individuo anziano ad un maggior rischio di infortuni e a turbe del sonno.

Le Linee Guida dell’INRAN (Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione) per il consumo delle bevande alcoliche, in accordo con le indicazioni dell’OMS, consigliano agli anziani (sopra i 65 anni di età) che non vogliono rinunciare al piacere di bere, di non superare i 12 g di alcol al giorno, pari ad 1 Unità Alcolica, senza distinzioni tra uomini e donne.

Gli adolescenti sono i più vulnerabili
I giovani, in particolare gli adolescenti, per ragioni legate alla particolare fase di passaggio tra l’infanzia e l’età adulta, rappresentano una fascia di consumatori di bevande alcoliche alla quale bisogna guardare con speciale attenzione.
La fascia tra i 16 e i 18 anni è forse la più vulnerabile, perché da una parte non è tutelata dalla legge come i ragazzi più giovani (sotto i 16 anni esiste il divieto di somministrazione di bevande alcoliche), dall’altra non possiede ancora in modo completo né la capacità di metabolizzare l’alcol, né la maturità necessaria a gestire responsabilmente una bevanda alcolica.

È quindi particolarmente importante far nascere e crescere nei giovani, a partire dall’educazione familiare, una cultura delle bevande alcoliche legata ad uno stile di vita sano e corretto e a valori positivi di socialità e convivialità.

Il modello familiare è molto importante
In una famiglia in cui si beve in modo moderato, durante i pasti o per festeggiare un’occasione gioiosa, più difficilmente i figli tenderanno ad associare il consumo di alcolici a comportamenti trasgressivi o ad utilizzarlo in modo scorretto e senza controllo.

Tra i messaggi educativi che si trasmettono ai figli dovrebbe sempre essere presente un’adeguata conoscenza dell’alcol e delle bevande che lo contengono e la consapevolezza degli effetti negativi che un eventuale consumo inadeguato di alcol può provocare a se stessi e agli altri.

Responsabilizzare è più efficace che proibire
Cercare di dissuadere un adolescente dall’accostarsi all’alcol attraverso la proibizione a consumarlo è inutile e controproducente. L’età adolescenziale è, infatti, di per sé caratterizzata da una tendenza alla critica e alla contestazione, oltre che dalla naturale ricerca di sperimentazione dei propri limiti.

L’unica possibilità per tenere i giovani al riparo dai rischi degli eccessi da alcol è creare in loro un’adeguata consapevolezza sul limite che separa l’uso dell’alcol dall’abuso, e la conseguente capacità di autogestire correttamente i propri comportamenti.