|
|
|
Gli anziani sono più sensibili Le Linee Guida dell’INRAN (Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione) per il consumo delle bevande alcoliche, in accordo con le indicazioni dell’OMS, consigliano agli anziani che non vogliono rinunciare al piacere di bere, di non superare i 12 g di alcol al giorno, pari ad 1 Unità Alcolica senza distinzioni tra uomini e donne. Gli adolescenti sono i più vulnerabili La fascia tra i 16 e i 18 anni è forse la più vulnerabile, perché da una parte non è tutelata dalla legge come i ragazzi più giovani (sotto i 16 anni esiste il divieto di somministrazione di bevande alcoliche), dall’altra non possiede ancora in modo completo nè la capacità di metabolizzare l’alcol, nè la maturità necessaria a gestire responsabilmente una bevanda alcolica. È quindi particolarmente importante far nascere e crescere nei giovani, a partire dall’educazione familiare, una cultura delle bevande alcoliche legata ad uno stile di vita sano e corretto e a valori positivi di socialità e convivialità. Il modello familiare è molto importante Tra i messaggi educativi che si trasmettono ai figli dovrebbe sempre essere presente un’adeguata conoscenza dell’alcol e delle bevande che lo contengono e la consapevolezza degli effetti negativi che un eventuale consumo inadeguato di alcol può provocare a se stessi e agli altri. Responsabilizzare è più efficace che proibire L’unica possibilità per tenere i giovani al riparo dai rischi degli eccessi da alcol è creare in loro un’adeguata consapevolezza sul limite che separa l’uso dell’alcol dall’abuso, e la conseguente capacità di autogestire correttamente i propri comportamenti.
|